Egg freezing, quando la fertilità si conserva in banca

Oggi più che mai la maternità è sempre meno un evento che capita e sempre più l’esito di una precisa scelta

 

Cambia l’approccio alla maternità. La necessità di terminare gli studi, trovare lavoro e raggiungere una buona posizione spesso porta a posticipare la scelta di diventare madri. Oggi più che mai la maternità è sempre meno un evento che capita e sempre più l’esito di una precisa scelta (magari dettata anche dalla necessità di trovare il compagno giusto).

Testimonianza di questo cambiamento sociale è l’innalzamento dell’età media delle donne al primo figlio. Secondo infatti gli ultimi dati statistici, nel 2016 l’età media al parto del primogenito in Italia è stata di 31 anni quando solamente una ventina di anni fa era di 28; inoltre, nel 2016 più di una donna su tre, il 34%, ha avuto un figlio dopo i 35 anni. «Si registra una propensione a rimandare la gravidanza senza però tenere conto di un fattore fondamentale: la capacità fertile di una donna con il tempo tende a diminuire. Una 25enne ha una capacità fertile notevolmente superiore a quella di una 35enne.

A 40 anni non si è anagraficamente vecchi, ma le probabilità di avere una gravidanza sono molto basse», afferma Marina Bellavia, ginecologa e specialista del centro di medicina della riproduzione Procrea di Lugano.

Volendo conciliare carriera e famiglia, ma non potendo spesso accelerare le tempistiche lavorative, per non rinunciare alla maternità è possibile fermare il tempo della propria fertilità. «Preservare la fertilità è una possibilità concreta», afferma Bellavia. «A patto però che questa scelta sia fatta all’età giusta affinché possa assicurare delle buone possibilità per diventare genitori. Entro i 30 anni, al massimo entro i 35».

Come? Con l’egg freezing. «La crioconservazione degli ovociti permette di non perdere il proprio potenziale riproduttivo “fermando” il processo di invecchiamento degli ovuli». Si tratta di un processo che prevede, attraverso una mirata stimolazione ormonale, il prelievo degli ovociti da conservare. Il congelamento avviene attraverso il procedimento di vitrificazione (congelamento rapido) che permette elevati tassi di sopravvivenza degli ovuli (oltre il 95%). Quindi questi vengono conservati in azoto liquido. Al momento opportuno, gli ovuli vengono scongelati e fecondati in vitro; quindi impiantati. I tassi di successo, ovvero di raggiungimento di una gravidanza corrispondono all’età del momento del prelievo degli ovociti. Conclude la specialista di ProCrea: «Per non vanificare gli sforzi e garantirsi un patrimonio di fertilità significativo, la raccomandazione è fare questa scelta quanto prima».