ProCrea mette in campo l’accompagnamento psicologico

ProCrea mette in campo l’accompagnamento psicologico

Il centro di medicina della riproduzione di Lugano propone un nuovo servizio per accudire le coppie nel percorso verso la gravidanza

 

La terapia psicologica trova spazio nella procreazione medico assistita. Per le coppie con problemi di infertilità che sono alla ricerca di un figlio, il centro di medicina della riproduzione ProCrea di Lugano mette in campo un servizio di accompagnamento e supporto psicologico. «Anche se non c’è alcuna correlazione tra lo stress e una gravidanza, la coppia che affronta questo percorso vive talvolta con timore, ansia e preoccupazione ogni fase del cammino», premette Michael Jemec, direttore medico di ProCrea. «Nel nostro approccio, mettiamo le persone al centro. Questo significa porre in atto tutti gli strumenti necessari affinché ciascun componente della coppia possa vivere il più serenamente possibile il percorso indicato. L’accompagnamento psicologico è quindi uno strumento importante per aiutare la futura mamma e il futuro papà ad affrontare correttamente un cammino che, come ben sappiamo, può comportare dei momenti difficili».

Facile ipotizzare la delusione e lo sconforto che può provocare il mancato successo di una terapia. Ma, prima di questi, ci sono vari stati d’animo e situazioni che devono essere attentamente analizzati. «Partiamo da una valutazione dell’investimento emotivo che una coppia infertile pone nel rivolgersi ad un centro specializzato», osserva Denise De Stefani, psicologa clinica che collabora con ProCrea. «Davanti alla prospettiva di non poter avere figli, la coppia inizia a sperimentare importanti sentimenti di rabbia e frustrazione come pure vergogna e solitudine dinanzi alla società. Decidere di chiedere aiuto, affidandosi ad una clinica dedicata alla fertilità, rappresenta pertanto una scelta di grande coraggio per la coppia, ma anche un momento molto delicato, spesso carico di un’eccessiva emotività che rischia di attribuire al centro una sorta di onnipotenza».

All’interno di un percorso che non ha traiettorie prestabilite, «in quanto ogni percorso deve essere necessariamente personalizzato» puntualizza De Stefani, si parte dunque dall’accoglimento e dalla conoscenza. «I primi due, tre incontri sono dedicati sia a comprendere il cammino che la coppia ha fatto al suo interno e che l’ha portata a rivolgersi ad un centro di medicina della riproduzione, sia a spiegare quali saranno i passaggi previsti, dalla diagnostica alla terapia, che la coppia dovrà affrontare. Sappiamo che potrebbe essere complicato per la coppia ricevere molte informazioni, in particolar modo durante il primo incontro, col rischio di fuoriuscirne ancora più avvilita. Il supporto psicologico, in affiancamento all’equipe medica, si può rendere necessario al fine di assicurarsi la risoluzione di qualsiasi dubbio o perplessità e permettere così alla coppia di iniziare ad affrontare con la giusta tranquillità ed empatia questo percorso».

Del resto, parlare di infertilità non è semplice e non può essere mai banale. «L’infertilità è una malattia che, per quanto codificata, viene vissuta come estremamente intima; spesso come una sorta di inadeguatezza personale, attribuendosi un senso di colpa che non dovrebbe esserci. Il nostro approccio culturale però ci induce a pensare che diventeremo madri o padri; ma a nessuno viene spiegato che, magari, potrebbe non essere così semplice», prosegue. Il sostegno psicologico, «inizia quindi dal comprendere quale sia il disagio della coppia nel vivere questa condizione e quale sia il carico emotivo che viene messo in gioco. È un processo di accoglimento oltre che di supporto; di accompagnamento nell’affrontare correttamente quello che potrebbe rivelarsi un cammino faticoso, non perdendo mai di vista il totale rispetto per la coppia, che permane al centro della nostra attenzione». Attorno al desiderio di un figlio ruotano non solamente la realizzazione personale di una donna e di un uomo, ma anche la loro percezione sociale. «Occorre partire dall’accettazione di una sofferenza e da qui costruire la consapevolezza», afferma De Stefani.

La gravidanza è di fatto solo l’ultimo, per quanto importantissimo, passaggio. Nel mezzo ci sono problemi fisici e stati d’animo, emozioni e paure ma anche terapie mediche. «In tutto questo, vogliamo che la coppia si senta accudita in ogni fase», sottolinea il direttore medico di ProCrea, Jemec. «Come centro di medicina della Riproduzione mettiamo a disposizione tutta la nostra equipe, l’esperienza e la tecnologia più avanzata». Ma talvolta può non bastare. Conclude: «Il sogno di una coppia è anche il nostro. Un aiuto in più non può fare che bene nel superare momenti difficili affinché la gioia finale possa essere ancora più grande». 

Per prenotare un appuntamento con la dottoressa Denise De Stefani potete contattare il centro ProCrea al +41 91 924 55 55 o scrivere una mail a info@procrea.ch